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L’asino,  amico orecchie lunghe dell’uomo

“Non c’è somaro più somaro di un contadino senza somaro”

La storia dell’uomo è sempre stata accompagnata dalla presenza degli animali. Quando l’uomo iniziò a spostarsi e ad attivare scambi commerciali, avvenne l’addomesticamento degli animali da lavoro e da soma: tra questi vi era anche l’asino. 

L’asino, grazie alla resistenza e alla innata docilità, è da sempre stato impiegato in agricoltura, risultando più a buon mercato rispetto al cavallo e anche più adatto a sopportare le fatiche dei lavori nei campi e come mezzo di locomozione. Nelle piccole aziende e presso molte famiglie rurali veniva adoperato per il tiro dei carri, per la sella, per il lavoro agricolo, per azionare le macine dei mulini, oltre che per trasportare, anche su terreni di grande pendenza e difficilmente percorribili, carichi di vario genere. 

Numerose le razze asinine, made in Italy. 

L’Asino Sardo, di piccole dimensioni, è un asino rustico e frugale, dal temperamento vivace, mite e forte, un tempo chiamato “molente”, perché faceva lavorare la mola per la macinazione, era parte viva dell’esistenza di ogni giorno. 

L’Asino dell’Asinara è autoctono dell’omonima isola situata a Nord-Ovest della Sardegna. L’Asino dell’Asinara è tipicamente caratterizzato dal mantello di colore bianco con muso roseo ed occhi rosa-celesti, che si ritengono legati ad una forma di albinismo incompleto. 

L’Asino dell’Amiata, tipico della Toscana, è una razza, che stava rischiando l’estinzione, si è salvata solo grazie al lavoro dell’Associazione Allevatori Micci Amiatini. Il miccio amiatino si caratterizza ancora oggi per il mantello grigio sorcino crociato, le zebrature agli arti, le orecchie con orlatura scura, il muso e il ventre grigio chiaro.

La tradizione vuole che l’Asino di Martina Franca derivi dall’asino catalano, importato nella Murgia dai Conti di Conversano all’epoca della dominazione spagnola. La struttura morfologica rende l’asino di Martina Franca particolarmente adatto al lavoro anche in terreni marginali e pietrosi, al basto ed alla riproduzione del mulo, per la quale, ancora oggi, è particolarmente apprezzato e richiesto in tutto il mondo.

L’Asino Ragusano è senz’altro il più giovane tra gli asini di razze selezionate. Viene utilizzato per le passeggiate nel settore dell’agriturismo, in quanto per il suo carattere e la sua docilità può essere montato anche dai bambini e da persone diversamente abili, ricoprendo in questo modo un importantissimo ruolo sociale.

L’Asino di Pantelleria è considerato il purosangue delle razze asinine siciliana. Il Pantesco è l’unico asino al mondo ad avere come andatura naturale l’ambio, un’andatura camminata e saltata comoda come il passo ma veloce come il trotto, che si muove per bipedi laterali. Considerato ormai estinto, è al centro di un progetto sperimentale per il recupero della razza. 

L’Asino Romagnolo è una razza di asini autoctona della Provincia di Forlì e le sue origini si fanno risalire al periodo delle invasioni barbariche. L’Asino Romagnolo è un asino robusto, dal carattere vivace ma volonteroso ed affidabile. È potente nel traino e nel tiro leggero, ed ha un trotto sostenuto che mantiene per lunghe distanze.

Ed infine, non dimentichiamo i muli e i bardotti. 

Il mulo è un ibrido e deriva dall’incrocio tra l’asino stallone e la cavalla. Il bardotto è un ibrido, generalmente infecondo, che nasce dall’accoppiamento di un cavallo stallone con una femmina di asino domestico. 

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